Dimenticate carri, maschere e coriandoli. Il Venerdì Grasso a Offida si festeggia in maniera del tutto particolare: da più di 500 anni si rincorre tra le vie del paese un toro, prima vero e oggi, per fortuna, finto. È uno dei momenti più intensi del Carnevale Storico di Offida e rappresenta un’esperienza collettiva difficilmente paragonabile ad altri carnevali.
Si chiama Lu Bov Fint ed è il cuore del Venerdì Grasso offidano!
Andai per la prima volta a Lu Bove Fint ai tempi dell’università, un mio caro amico Offidano, e vi metto anche la foto, è uno dei pilastri di questo evento! e dopo due decenni, sono tornata e devo dire che mi sono divertita ancora di più. Ma cos’ha di particolare questo carnevale?
Il Carnevale di Offida, alcuni cenni storici
Le origini del Carnevale Storico di Offida risalgono almeno al XVI secolo. In passato il protagonista del Venerdì Grasso era un toro vero, realmente inseguito e poi abbattuto, secondo rituali legati al mondo agricolo e alla simbologia della fertilità e della fine dell’inverno.
Con il tempo, per ragioni di sicurezza e per un diverso sentire collettivo, l’animale è stato sostituito, per fortuna aggiungo io! dall’attuale struttura in legno e metallo, mantenendo però intatto il valore simbolico della corsa e della “morte” rituale del bove. La trasformazione non ha indebolito la tradizione, che rimane uno dei momenti identitari più forti per la comunità offidana.
Il Carnevale storico di Offida: un toro bianco e rosso che corre per il paese!
Il protagonista è un toro con una persona all’interno e un’altra all’esterno che lo guida. Ha un’anima in alluminio e legno, è rivestito di gommapiuma, ma attenzione: le corna, anche se spuntate, sono vere.
Dal pomeriggio del venerdì il bove corre all’impazzata per le vie del centro storico e tutti lo rincorrono con un unico obiettivo: toccarlo, al grido di “Tutto bove, tutto bove, eh eh!!!”
È una corsa collettiva, caotica e travolgente. Basta distrarsi un attimo e ci si ritrova il bove alle spalle. L’atmosfera è carica di energia, tra eccitazione e attenzione costante. Spiegarla a parole è difficile, ma basta lasciarsi andare e verrete travolti da questa euforia, e forse anche dal bove!
Il guazzarò: l’abito della festa
Come ci si veste al Bove? A rendere la scena immediatamente riconoscibile è l’abbigliamento dei partecipanti: il guazzarò, la tradizionale casacca bianca con fazzoletto rosso. Migliaia di persone vestite allo stesso modo trasformano il paese in un unico corpo in movimento, senza distinzioni tra abitanti e visitatori. Nel corso degli anni la casacca bianca semplici si è arricchita: pon pon rossi, passamaneria casalinga bianca e rossa, calsettoni, fino ai gilet neri e ai più eleganto e sofisticato boleri, in stile torero!
La “corrida” in piazza
Verso le 17:30, dove aver fatto diverso volte su è giù per le voe del borgo e le strati circostanti, il bove arriva in piazza, dove si svolge una sorta di corrida accompagnata da musica spagnola. Qui l’atmosfera cambia: complice anche qualche bicchiere di vino rosso — Offida è nota per le sue cantine — tutto diventa ancora più surreale ed euforico.
Lo speaker, dal loggiato del comune chiede più volte alla folla se sia giunta l’ora della fine.
E ora? e dalla piazza si solleva un coro di NOOOOO! Ma il bove tenterà comunque di raggiungere il suo destino: la terza colonna del loggiato partendo da sinistra. Se riesce a toccarla con le corna, viene decretata simbolicamente la sua fine.
È un momento rituale, atteso, ripetuto ogni anno, ma sempre vissuto con la stessa intensità.
Il funerale del bove
Non è finita qui. Dopo la “morte” simbolica, la testa del bove viene coperta con un drappo rosso e inizia il suo funerale. Una banda improvvisata, composta dai membri delle varie congreghe, suona l’inno del Carnevale Offidano: “Addio Ninetta, addio”.
Il corteo attraversa le vie del paese in un misto di malinconia e festa, ironia e tradizione. È uno dei momenti più identitari e un pochimo malinconici dell’intera manifestazione.
Gli altri momenti del Carnevale di Offida
Il Carnevale Storico di Offida non si esaurisce con Lu Bov Fint. Tra gli appuntamenti più suggestivi c’è Li Velurd, il rito del Martedì Grasso: al calare della sera, migliaia di persone in guazzarò sfilano per le vie del paese portando fasci accesi di canne palustri. Il corteo luminoso culmina in piazza, in un’atmosfera intensa che segna simbolicamente la chiusura del Carnevale.
Nei giorni precedenti si susseguono veglioni, canti tradizionali e momenti conviviali organizzati dalle congreghe, che animano il borgo per tutta la durata della festa. Non è un evento isolato, ma una celebrazione diffusa che coinvolge l’intera comunità.
Un’esperienza unica nelle Marche
Partecipare a Lu Bov Fint non significa assistere a uno spettacolo, ma entrarci dentro. È lasciarsi trascinare dalla folla, correre, cantare, fare attenzione a non essere travolti e poi ricominciare.
È una tradizione autentica, popolare, vissuta prima di tutto dagli offidani. Tra gli eventi più particolari delle Marche, il Carnevale Storico di Offida rappresenta una delle esperienze più sorprendenti da vivere almeno una volta.
Già che siete ad Offida, no perdetevoi la bellissima chiesa di Santa Maria della Rocca, poco distanze dalla piazza principale che si affaccia, dal suo sperone di roccia, sulla vallata sottostante di vigneti.






