Perché visitare il rione Sanità di Napoli

by Racconti di Marche
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Centrale, eppure periferico. Storico eppure poco conosciuto dai turisti. Il Rione Sanità è stato riscoperto da pochi anni e di certo vi farà conoscere una Napoli diversa, o forse semplicemente una Napoli più vera. Ecco cosa vedere nel Rione Sanità.

Il Rione Sanità è un concentrato all’ennesima potenza di Napoli: complesso, problematico, caotico, colorato, vivace e verace. Un quartiere poco conosciuto e frequentato dai turisti eppure vicinissimo al centro storico e a due passi dal Museo Archeologico. Un quartiere che merita di essere visitato, scoperto e assaporato.

La città di Napoli può essere raggiunta facilmente sia in treno sia in autobus, mezzo che abbiamo scelto dato il grande numero di compagnie che potevamo utilizzare.  Ad esempio potete individuare la soluzione migliore Roma-Napoli valutando tra diversi mezzi di trasporti come autobus, treno e anche carpool, per scegliere il migliore.

Cosa vedere nel rione Sanità: il Miglio Sacro

Un miglio ricco di storia, arte e architettura. In questa strada dove un tempo passavano le carrozze dei regnanti, si concentrano catacombe, chiese, palazzi barocchi e tanta vitalità.

Il percorso alla scoperta del Miglio Sacro inizia dalla chiesa di Capodimonte: la Basilica della Incoronata del Buonconsiglio, una delle più recenti del rione. Qui si accede alle Catacombe di San Gennaro le più antiche della città di Napoli e le più grandi del sud Italia.

Le catacombe di San Gennaro

Le catacombe scavate nel tufo sono datate tra il IV e il VI secolo D.C. e rappresentano il primo cimitero della città di Napoli fuori le mura. All’interno sono presenti tre tipologie di sepoltura, dalla più povere e semplici alle più prestigiose che ancora conservano affreschi e mosaici.

Le catacombe devono il loro nome a Santo Patrono della città: proprio qui le spoglie di San Gennaro ebbero sepoltura.

Le catacombe di San Gennaro sono prive di barriere architettoniche e targhe a rilievo rendono usufruibile al visita anche ai non vedenti

La visita alle catacombe di San Gennaro termina nella Basilica di San Gennaro Extra Moenia, tornata da pochi anni ad essere fruibile dal pubblico dopo essere stata per diverse decenni il magazzino dell’adiacente ospedale.

Usciti dalla basilica si entra nel cuore del rione Sanità.

Rione Sanità – La Catacombe di San Gennaro

 

Visitare il Rione Sanità: le catacombe di San Gaudioso.

L’ingresso alla catacombe di San Gaudioso è dalla Basilica di Santa Maria della Sanità. Nella cripta sotto la monumentale scala barocca, trovate l’edicola della Madonna che sana, e che da il nome a tutto il rione ed è la raffigurazione della madonna più antica della Campania.

Le catacombe di San Gaudioso furono inizialmente scavate nel IV secolo ma dopo secoli di abbandono ritrovarono il loro utilizzo nel 1600 grazie ai Domenicani che le utilizzarono principalmente come luogo di sepoltura della nobiltà cittadina.

Di dimensioni notevolmente più piccole rispetto alle catacombe di San Gennaro, quelle di San Gaudioso vi colpiranno per una strana galleria con teschi e scheletri disegnati…ma non voglio svelarvi di più! In queste catacombe veniva effettuato il rito della scollatura, dove si facevano perdere liquidi ai cadaveri attraverso la tecnica del punzecchiamento del corpo. Questa pratica di mettere i cadaveri a scolari era assolta dagli Schiattamuorti (lavoro destinato ai più umili) e ancora oggi a Napoli i becchini vengono chiamato così.

Dettaglio dei teschi delle catacombe di san Gaudenzio,

Totò, nato e cresciuto nel Rione Sanità, probabilmente frequento queste catacombe e pare che un affresco sia stato d’ispirazione ad una delle sue poesie più celebri: la Livella

Ccà dinto, ‘o vvuo capi, ca simmo eguale?…
…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.

Totò, La Livella

Visitare il Rione Sanità: il Cimitero delle Fontanelle

Da Ossario per i morti di peste a luogo di culto per garantirti la protezione dall’aldilà. I fedeli presero ad adottare dei teschi, a curarli e a porli in teche per garantirsi appunto protezione da parte delle anime pezzentelle.

Ad arricchire il Rione Sanità le luminarie con i versi di Totò e di Pino Daniele (ma quest’ultime sono solo temporanee).

Rione Sanità – Le luminarie dedicate a Pino Daniele

Visitare il Rione Sanità: l’architettura

Lungo il loglio Sacro sono presenti due palazzi seicenteschi davvero superbi, superato l’androne vi aspetta un cortile con una scalinata ad ali di Falco che vi lascerà a bocca aperta: sono il Palazzo San Felice e Palazzo dello Spagnuolo.

visitare il rione sanità - palazzo dello Spagnuolo

Visitare il rione Sanità – Palazzo dello Spagnuolo

Dove mangiare nel Rione Sanità

Due sono le soste da fare: la pizza e i fritti della Taverna di Totò e il fiocco della storica pasticceria Poppella (ma sono sicura che comprerete anche altri dolci!)

La cooperativa La Paranza, fatevi guidare alla scoperta del Rione Sanità

Il modo migliore per scoprire il miglio Sacro è quello di effettuare una vista assieme alla bravissime e preparatissime guide della cooperativa la Paranza Sono ragazzi del Rione Sanità e tutto il progetto della cooperativa non è ricolto solamente alla tutela e alla promozione delle catacombe, ma a una rinascita di tutto il quartiere. I murales che vedrete ne sono solo un piccolo esempio (se ne intravede uno anche nell’immagine di copertina dell’articolo).

Vi invito a guardare questo documentario La Paranza della Bellezza che la Rai ha dedicato al progetto. Avrete ancora più voglia di visitare il Rione Sanità.

Prezzi e informazioni sulla visita alla catacombe e al Rione Sanità su catacombedinapoli.it

 

 

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