Trekking sul Conero: dal Belvedere nord al Belvedere sud.

Un percorso semplice, praticamente senza dislivello,  per un itinerario che permette di ammirare in circa 4 km il panorama del Conero a nord verso Portonovo e Ancona e a sud con un affaccio spettacolare sulla costa fino ai Sibillini.

 

Punto di partenza del nostro percorso è l’ex convento dei Camandolesi (ora Hotel Monte Conero). Per raggiungerlo imboccate via Del Monte Conero a nord di Sirolo, arrivate al parcheggio del bar e lasciate lì l’auto. Il percorso inizia dalla strada asfaltata dove capeggia il cartello “Zona Militare”.

 

 

 

Il primo tratto è lievemente in salita, arriva fino alla caserma, la costeggia per poi entrare nel bosco. Seguite il sentiero 301/1 direzione Belvedere Nord.

(Durante la salita incontrerete sulla sinistra il sentiero 301/b, è quello da cui sbucheremo alla fine del nostro percorso).

Non dovrete camminare molto per arrivare ad una vista davvero superba su Portonovo ed Ancona.

 

Trekking sul Conero: dal Belvedere Nord al Pian Grande.

Torniamo indietro sul nostro sentiero fino al bivio con l’indicazione Pian Grande, qui si scende tra il bosco e si arriva ad una piccola area con dei tavolini e con un’altra vista spettacolare sempre sul versante nord.

 

Trekking sul Conero: la vista da Pian Grande su Portonovo.

Trekking sul Conero: dal Pian Grande e Piani di Raggetti

Riprendendo  dal Pian Grande il sentiero verso sud incontrerete l’indicazione per le grotte romane (dovrete scendere un sentiero non molto agevole, le grotte le trovate alla sinistra del sentiero).

 

Le grotte romane del monte Conero

 

Tornando sul sentiero principale siamo arrivato agevolmente ai Pian di Raggetti e la vista stavolta era tutta dedicata a sud delle Marche, dalla costa fino ai Sibillini e al Grand Sasso e alla Maiella.

 

La vista verso sud da Pian di Raggetti.

 

 

Siamo quasi alla fine del nostro percorso, ora bisogna risalire (sentiero 301/b) per riprendere la strada iniziale asfaltata vicino all caserma.

 

Le incisioni rupestri del Conero

Nel salire, troverete l’indicazioni per le incisioni rupestri, basta abbandonare di una ventina di metri il percorso per imbattersi in un grosso masso inciso, una sorta di lastrone. Le incisioni non sono altro cha una serie di linee e cerchi che portano a delle piccole cavità di raccoglimento dell’acqua.  Sulla funzione di queste incisioni ci sono varie ipotesi, c’è chi sostiene che in realtà le cavità non fossero per l’acqua ma per il raccoglimento del sangue della vittima sacrificale.

Torniamo al nostro sentiero, bisogna ancora salire fino ad imboccare la strada asfaltata per poi scendere al parcheggio.

 

Consigli per affrontare il percorso

Durante il percorso troverete diverse indicazioni per altri sentieri, se avete buone gambe e tempo imboccateli senza problemi. Il percorso che vi ho raccontato, fatto con molta calma e con numerose soste panoramiche, dura circa 3 ore per 4 km di percorso.

 

 

I sentieri sono semplici e con pochissimo dislivello, ma di verto non vanno affrontati in ciabatte o infradito. Basta una semplice calzatura da ginnastica. Portatevi l’acqua, non incontrerete fontane lungo il percorso, ma non suderete molto visto che per la grand parte del tempo sarete nel bosco protetti dal sole (una buon crema solare, specie in estate e soprattutto nelle ore centrale e sempre meglio metterla).

 

Noi abbiamo affrontato il percorso in un tardo pomeriggio di inizio estate, il percorso data la sua facilità può essere fatto quasi tutto l’anno, sempre con le dovute accortezze e condizioni meteo permettendo. Durante la nostra passeggiata abbiamo incontrato numerosi ciclisti che affrontavano il percorso il mountain bike.

 

 

 

 

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Racconti di Marche
Di qua, di là, nelle Marche ma spesso anche un po' più lontano. Perché quello che conta nel viaggio è la scoperta non i chilometri fatti.

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