Itinerario a piedi alla scoperta di una Jesi meno conosciuta

Un itinerario da fare a piedi per conoscere e scoprire una Jesi minore, meno maestosa del suoi fasti seicenteschi e settecenteschi ma di certo non meno affascinante. Buona passeggiata.

 

Abito a pochi chilometro da Jesi, ci sono stata un sacco di volte ma facendo e percorrendo sempre le stesse strade. In una serata di inizio estate, complice una dritta su instagram (la foto qui sotto di piazza Fiorenzuola) che aveva dato il mio amico Massimiliano Fabrizi, decidiamo di lasciare le solite vie note e affollate e  di percorrere ed esplorare i vicoli meno battuti: abbiamo scoperto una Jesi diversa che decisamente non ci aspettavamo.

 


Il percorso che vi racconto non è esattamente quello che ho fatto io, ma ho cercato di razionalizzarlo, ciò non toglie, specie nella zona medioevale del percorso, di non seguire le mie indicazioni ma piuttosto di perdervi nel dedalo di viuzze andando e scoprendo gli angoli che più vi ispirano.

 

Itinerario insolito a Jesi: iniziamo da piazza della Signoria.

La piazza che ha dato i natali a Federico Secondo di Svevia, e dove ora potete visitare anche il Museo dedicato e sulla quale una targa ricorda anche Giordano Bruno e la sua laicità, da qui parte il nostro percorso. Prendendo la via Posterma, la stradina di fianco al palazzo con i quattro maestosi telamoni. Percorrendola vi imbatterete nella cisterna romana fino a raggiungere le carcerette con il loro piccolo giardino, e un buon punto panoramico sui tetti della città.

Itinerario a piedi a Iesi: tra le viuzze della parte medioevale

Continuando su via Posterma, passiamo di fianco alla Porta dei Bersaglieri per percorrere via degli Spalti, una parte anche qui panoramica che segue il percorso delle mura cittadine fino ad arrivare nel cuore medioevale stradine in salita che da porta valle raggiungono il centro della città.

 

 

Qui non ho indicazioni precise da darvi tranne quelle di salire, scendere, salire e perdervi tra piccole case, scalinate e portoni di maestosi palazzi nobiliari.

 

 

 

Nel vostro percorso troverete anche diversi ristoranti per cui potreste approfittarne per fare una gustosa sosta. Cercate poi via Roccabella ad un certo punto vi imbatterete nelle mura dell’antico teatro romano!

 

L’antico teatro romano di Jesi inglobato nelle mura cittadine.

Verso il piccolo ghetto ebraico di Jesi

Risalite verso il Piazzale Angelo Spontini, dove si affaccia il palazzo Ricco (simile a Palazzo dei Diamanti di Ferrara) attraversate la strada e imboccate le viuzze dietro Piazza dell’Indipendenza: siete arrivati al piccolo ghetto ebraico di Jesi.

Gli ebrei rimasero a Jesi fino al 1650, poi la comunità di trasferì a Senigallia visto i cattivi rapporti con la popolazione locale. Si quel periodo, oltre al getto ebraico a Jesi rimane il giorno del mercato: il mercoledì fortemente voluto dalla comunità ebraica invece del sabato giorno di festa nella religione ebraica.

 

 

Il tutto si snoda in via Fiorenzuola e nella sua piccola piazzetta. Non farete fatica a notare un bel portale decorato in cotto: era l’ingresso dell’antica Sinagoga, ora solo un palazzo in vendita.

 

 

Nella mappa una idea dell’itinerario che vi ho raccontato, come vedete il percorso è breve ma in realtà non così lineare in quanto farete diverse volte su è giù tra i coli della parte medioevale.

 

 

 

 

Il nostro itinerario a piedi insolito per Jesi finisce qui, ciò non toglie che se avete ancora energie di visitare Palazzo Pianetti che ospita la Pinacoteca con diversi capolavori di Lorenzo  Lotto e la bellissima galleria Rococò,  fare una visita al maestosi Teatro Pergolesi o semplicemente una bella passeggiata lungo il maestoso Corso Matteotti.

Jesi ha ovviamente molto altro da vedere e da offrire ma ve lo racconterò in un altro post.

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Racconti di Marche
Di qua, di là, nelle Marche ma spesso anche un po' più lontano. Perché quello che conta nel viaggio è la scoperta non i chilometri fatti.

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