Il Provincialotto e la cultura culinaria nelle Marche

by Racconti di Marche
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Nelle Marche ci sono sagre con tutti i tipi di animali ed anche con cose non propriamente commestibili. In questi eventi ci si abbina sempre o un concerto o una performance teatrale di vario genere. Il problema è che se prima ti sei mangiato un piatto di sei etti di tagliatelle con il cinghiale e poi un mix di brace che va dall’agnello al capriolo degli appennini, quando arriva il momento dello spettacolo hai una “ciafagna” da cui potresti non riprenderti mai più. Il problema non è soltanto per lo spettatore, ma anche per l’artista.

Infatti da quando si è sparsa la voce che faccio gli spettacolini, come dice mamma, mi contattano diversi paesi. Una volta sono arrivato in un paese e scopro che oltre al mio spettacolino c’era anche la sagra del polentone con gli uccelli! A cucinare c’era Peppe, che è famoso perché oltre a cucinare molto bene ammazza gli uccelli con la fionda. Praticamente una bestia. È lui che porta a tavola e se non mangi si incazza e ti picchia. A me ne ha portati otto piatti, per ospitalità. All’inizio ho pensato: “Ok al primo gli dico che sono pieno”. Però Peppe era lì che mi osservava e non avrei mai voluto che il mio esser pieno fosse visto da lui come mancanza di gradimento a rischio pestaggio. Poi ho pensato ad una frase che mi diceva sempre mamma:”La polenta ti riempie all’inizio, ma poi la digerisci subito!”.

Non lo so, evidentemente a me ha fatto un altro effetto, so solo che mi sentivo tipo silos Fassa Bortolo per malta cementizia ed al terzo monologo mi sono addormentato mentre lo recitavo. Per fortuna non è successo niente perché il pubblico si era già addormentato a metà del primo.

Piero Massimo Macchini

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