Filofest: quando la cultura porta turismo

by Racconti di Marche
0 comment

[tabs tab1=”Tab 1″ tab2=”Tab 2″ tab3=”Tab 3″][tab id=1]Tab content 1[/tab][tab id=2]Tab content 2[/tab][tab id=3]Tab content 3[/tab][/tabs]

AMANDOLA – Può veramente la cultura essere da traino ad un turismo di qualità, maturo e consapevole, in grado di valorizzare tutto un territorio? Ebbene sì, e Filofest, il festival della Filosofia, ne è stato un bell’esempio.

La mia collaborazione con i Sibillini e in particolar modo con il comune di Amandola ha oramai diversi anni, (vi ho raccontato dei tartufi, delle orchidee, delle chiese e dei teatri di Amandola, della carta fatta a mano) e ho colto con piacere l’invito a dare una mano anche in questa avventura, raccontando sui social newtwork il festival della Filosofia. Il Filofest, giunto alla sua terza edizione, nasce da un’idea di Wega Formazione, che proprio ad Amandola ha la sua sede e soprattutto dalla caparbietà di Domenico Baratta, che è anche l’anima di questo festival. L’obiettivo? Portare la filosofia tra i luoghi del quotidiano e renderla più accessibile e fruibile.

Con questo obiettivo Amandola, ma anche la città di Fermo e lo splendido territorio dei Sibillini (gola dell’Infernaccio e Lago di San Ruffino) hanno ospitato persone da tutta Italia che si sono confrontate sul tema non semplice dell’Altro Presente. Davvero centinaia di persone da tutta Italia (in numero superiore rispetto a quelli del fermano) che hanno soggiornato, degustato prodotti tipici e filosofeggiato nei 4 giorni di Filofest.

LEGGI ANCHE–> Le orchidee spontanee dei Sibillini

Chi a colazione, chi passeggiando, chi attraverso laboratori, chi a cena. Le occasioni per riflettere su chi è l’altro, sul presente, ma anche sul passato e sul futuro non sono di certo mancate. E la filosofia è stata accompagnata dalla musica (emozionante il concerto notturno di arpa Monica Micheli sulle sponde del lago di San Ruffino) dalle illustrazioni, dalle passeggiate notturne nei boschi concludendo nella bellissima Lectio Magistralis di Umberto Galimberti, che come tutti i grandi, ha il dono della semplicità e di farsi capire anche da chi con la filosofia, come me, dai tempi del liceo, non  si frequenta più.

Ho provato a raccontare Filofest sui social network, per vedere il racconto, cliccate qui –> tagboard.com/altropresente

LEGGI ANCHE–> I diamanti dei Sibillini

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Ti potrebbe interessare anche

Leave a Comment

* By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.