Natale in Portogallo: itinerario on the road tra Lisbona, l’Alentejo e l’Algarve

by Racconti di Marche
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Trascorrere il periodo tra Natale e Capodanno nel sud dell’Europa, con temperature miti e meno affollamento turistico, è l’ideale per un viaggio on the road, da assaporare con lentezza, alla scoperta delle bellezze del sud del Portogallo.

Da qualche anno amiamo trascorrere l’ultimo periodo dell’anno in zone turistiche ma… fuori stagione, e la scelta ricade spesso sul sud dei Paesi europei. Dopo Siviglia e l’Andalusia, quest’anno è toccato al Portogallo: sette giorni on the road tra la bellissima regione dell’Alentejo (una vera e propria scoperta), le scogliere dell’Algarve e un po’ di Lisbona.

I pasteis de nata. Il dolcetto, buonissimo, tipico portoghese

Itinerario on the road nel sud del Portogallo: la prima tappa, Évora

Il nostro itinerario inizia da Lisbona: appena atterrati abbiamo preso a noleggio la macchina prenotata su DiscoverCars e siamo partiti, nel primo pomeriggio, alla volta di Évora.

Itinerario Portogallo- Il tempio romano simbolo di Evora.

Évora è la città capoluogo dell’Alentejo, una città bellissima, patrimonio dell’UNESCO. Protetta dalle sue mura medievali, custodisce l’antico tempio romano, diventato il simbolo della città, numerose chiese, tra cui la splendida cattedrale con la sua massiccia struttura gotica, la cui costruzione risale al XII secolo, e l’università.

Abbiamo trascorso a Évora due giorni, soggiornando in questo hotel poco fuori le mura, comodo sia per il parcheggio interno dell’auto sia per la sua abbondantissima colazione. L’hotel dispone anche di una piscina, che ovviamente a dicembre non era fruibile, ma che in altre stagioni renderà il vostro soggiorno ancora più confortevole.

I dintorni di Évora, oltre ad essere molto belli paesaggisticamente (ma tutto l’Alentejo lo è!), permettono di visitare diversi siti megalitici gratuiti. Noi, a una mezz’oretta di auto, abbiamo visitato il Cromeleque dos Almendres con il suo cerchio di pietre: pensate che è 2000 anni più antico di Stonehenge! È bellissimo e, inoltre, eravamo praticamente solo noi.

Itinerario POrtogallo: il Cromeleque dos Almendres

Poi il Menir do Almendres, un singolo megalite: questo lo trovate lungo la strada, parcheggiate l’auto e percorrete un sentiero stretto per 5/6 minuti, e arriverete a questo megalite splendido e solitario. Intorno a voi magnifici boschi di sughero! (E noi abbiamo anche incontrato la micina della vicina fattoria!)

Dall’Alentejo all’Algarve

Scendendo a sud verso la regione dell’Algarve abbiamo fatto una veloce sosta per visitare la zona dell’Alqueva, un bacino artificiale che si estende tra Spagna e Portogallo e che ha modellato e cambiato il paesaggio. Non immaginatelo come un lago nel senso stretto della parola, ma pensatelo più come una laguna, con bordi irregolari e con tante isole, isolotti e insenature.

Il villaggio di Monserat

La creazione del bacino ha cambiato sia l’aspetto sia l’economia della regione, rendendola luogo di riposo e di passaggio di tante specie di uccelli, dando nuova linfa alle attività agricole e al turismo. Con temperature più miti rispetto a quelle che abbiamo avuto noi a dicembre, si possono fare bagni, escursioni in barca o in canoa: una meta sicuramente interessante e poco battuta dal turismo italiano. (Come lo è stato praticamente quasi tutto il nostro itinerario). La zona è talmente bella e ricca di villaggi che merita decisamente una sosta di qualche giorno e non un passaggio veloce come abbiamo fatto noi. Vi segnalo inoltre il bellissimo e bianco villaggio di Monserat.

Algarve: da Faro a Cabo de São Vicente

Abbiamo pernottato tre notti in Algarve scegliendo come base ALbuferia. La città non offre molto, specie in inverno (sembra una Mirabilandia, piuttosto finta e costruita per i turisti, soprattutto inglesi), ma era comoda perché posizionata strategicamente in mezzo alla regione.

Una giornata abbiamo beccato la pioggia, che ha limitato i nostri spostamenti, ma abbiamo potuto comunque visitare Tavira, Faro (imperdibile la sua bellissima laguna), Lagos e tanti piccoli villaggi come Portimão, ad esempio, fino alla punta occidentale, bellissima, di Cabo de São Vicente.

Allo scadere del terzo giorno siamo risaliti a Lisbona, dove abbiamo trascorso le ultime due notti.

La punta occidentale dell’Algarve: Cabo de São Vicente

Lisbona: Alfama e gatti influencer

Avevamo già visitato Lisbona diversi anni fa, per questo abbiamo sostato solamente una giornata e mezza, dedicando la nostra visita al centro città e al quartiere di Alfama, diventato molto più turistico e affollato rispetto a 15 anni fa!

Io e Mr Shelby!!!

Il motivo per cui siamo tornati ad Alfama, oltre alle bellezze del luogo, è stato per incontrare un… gatto influencer.
Mr Shelby è un bel gattone nero che vive con la sua padrona ad Alfama e che seguivo da un po’, quindi sono andata a conoscerlo: troppo bello! Vi consiglio poi di mangiare nel ristorante sotto la piazzetta del suo balcone, Tu & Meo: abbiamo mangiato delle sardine impeccabili!

Alcune cosiderazioni sul viaggio 

Rispetto al viaggio fatto nello stesso periodo dell’anno precedente in Andalusia, abbiamo trovato temperature più basse. Probabilmente siamo stati anche un po’ sfortunati, visto che nelle settimane successive le temperature sono salite, ma è comunque un aspetto da tenere in considerazione quando si viaggia durante le festività natalizie. In questo periodo, infatti, molti negozi e attrazioni sono chiusi.

Da considerare, ad esempio, che la vigilia di Natale a Évora era tutto chiuso e, per mangiare, l’unico ristorante aperto era… un kebabbaro! Come detto, l’Alentejo è davvero molto bello e merita maggiore attenzione: probabilmente gli dedicheremo un viaggio a sé in futuro.

A dicembre, inoltre, molte delle attività naturalistiche dell’Algarve (come alcune escursioni lungo la costa o l’avvistamento dei cetacei) non sono attive. Detto questo, con meno turisti in giro si assapora meglio il territorio e si può vivere un’esperienza più diretta con le persone del posto. Abbiamo incontrato pochissimi turisti italiani (a parte Lisbona), segno che si tratta di itinerari ancora poco battuti, soprattutto in inverno, e quindi tutti da esplorare!

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