ADV Se vi chiedessi quali sono i cibi più famosi e apprezzati delle Marche direste probabilmente i vincisgrassi,le olive all’ascolana, il ciauscolo, i moscioli o il brodetto. Ma credo che difficilmente qualcuno di voi penserebbe alla trota.
E invece questo pesce ha proprio nelle Marche nei suoi fiumi una storia importante e un futuro molto interessante.
Le trote delle Marche
Non c’è solo uan trota marchigiana! Uno studio genetico ha rilevato trote diverse in ogni bacino delle Marche: Metauro, Cesano, Esino, Potenza, Chienti, Nera, Tenna… popolazioni isolate fin dall’ultima glaciazione, ognuna nel proprio fiume: è la trota mediterranea autoctona. Un po’ come i vitigni, ma sott’acqua.
La trota è indice di benessere e purezza del territorio
Un territorio con fiumi dove nuotano le trote è un territorio sano. La trota vive infatti solo in acque pulite, fredde e ricche di ossigeno: è un vero indicatore biologico della qualità dell’acqua. Dove c’è la trota, l’ambiente è in salute.
Mangiare la trota marchigiana significa portare in tavola la purezza delle sorgenti dei Sibillini e dell’Appennino, un pesce che è la firma di un territorio incontaminato e che fa bene: la trota è infatti magra, digeribile, con ~20 g di proteine nobili/100 g, ~700 mg di Omega-3/100 g (≈ 3 volte la dose giornaliera EFSA), vitamine B12/D, fosforo e selenio, pochi grassi saturi e colesterolo bassissimo.
L’allevamento di trota ha un basso impatto ambientale
La trota, a differenza del salmone, viene considerata una delle scelte ittiche più sostenibili:
- Allevata in acqua dolce, in impianti più piccoli e spesso a gestione familiare, con impatto ambientale ridotto rispetto ai grandi allevamenti intensivi di mare
- Le troticolture marchigiane usano acqua di sorgente
- la filiera è corta e locale: meno trasporto, più freschezza, ricadute sul territorio
Sefro il borgo della trota
Sapevate che nel piccolo comune di Sefro grazie all’intuizione nel 1947 di Silvio Rossi che è nata la troticultura moderna?Oggi l’azienda di Sefro è il più grande gruppo troticolo d’Europa, indicato come leader europeo della troticoltura, con 22 stabilimenti (Italia + Belgio) e circa il 40% di tutta la trota prodotta in Italia. La sua s ede storica ancora a Sefro.
Grazie all’eredità Rossi, Sefro è di fatto diventata la “capitale europea della trota” ed è entrata nella rete dei “Borghi della Trota”, il network dei comuni che valorizzano insieme cultura, eventi e itinerari legati alla trota. Un borgo minuscolo diventato riferimento di un’intera filiera: la classica storia “piccolo grande borgo”.
Tutta la versatilità della trota in cucina
La trota si presta poi a numerosissime ricette in cucina, no pensatela solamente al forno, anche se è buonissima così? Sono andata in due ristoranti marchigiani per assaggiare alcune ricette molto gustose a base di trota.
Lo chef Davide Moioli della Cantina Sociale di Cantiano ha preparato per me un menù tutto a base di trota: Trota mantecata come antipasto, una Trota Marinata e gli Gnocchi al ragù di trota con un pesto di ortiche.
Simone Massi della birreria Vecchia Osteria di Marotta si è sbizzarrito in un menù decisamente pop preparando il pastrami di trota, Pulled di trota e Fish&chips di trota.
E voi la trota come cucinate?
Mettetevi alla prova con questo contest! Basta inviare il link a un video di un piatto/ricetta(max 2 min) pubblicato sui propri social, con protagonista la trota. Scadenza iscrizioni: 15 settembre 2026. Finale: 1 ottobre al Food Lab dell’Università di Camerino
Iscrizioni a questo link https://tipicita.bio/trotacontest26
Iniziativa promossa dal Comune di Sefro con il cofinanziamento del GALPA Marche nell’ambito del programma FEAMPA.





