Il Provincialotto è indignato

by Racconti di Marche
0 comment

Ultimo aggiornamento

 

Basta! Sono veramente indignato, non è possibile andare avanti così, ma stiamo scherzando?!
Si dice che c’è la crisi e che non c’è lavoro, che la gente manda più curriculum che gorbi, che in questi tempi duri bisogna ingegnarsi, occorre inventiva, ma sapete qual è l’idea creativa e geniale più in voga? Dimettersi. Esatto, dimettersi, la gente si dimette, nonostante la crisi. Ma allora la verità è che non avete voglia di fare niente! Questa è la verità. Ma come fa uno a dimettersi da una carica politica?! Lusso e ozio, ospitate in tv, feste, auto blu con autista, vacanze, stipendio trenta volte tanto la pensione di mamma, per andare in parlamento un paio d’ore la mattina e giocare a monopoli sull’ipad insieme a tutti gli altri parlamentari. Ma che è un lavoro quello?! E uno riesce a dimettersi da una posizione del genere? Che la cosa più pesante era, almeno, leggersi le regole del monopoli? Questa storia l’ha incominciata Monti, poi Letta ha fatto uguale, poi Napolitano.
Ora si è dimessa anche il sindaco della mia città. Io vengo dalla città più vivace d’Italia: Fermo. Già non c’era niente prima, ora che si è dimesso il sindaco siamo destinati a subire il fenomeno della desertificazione urbana. Secondo me Fermo non è il nome adatto per questa città, si dovrebbe chiamare Paralisi. Ma quello che più mi ha fatto arrabbiare sono state le dimissioni di Papa Ratzinger. Ma come fai a dimetterti da una carica come il papa, cioè voglio dire il papa è una carica vitalizia ce l’hai finché campi e con lo stipendio da papa tu ti dimetti? È fuori da ogni logica, è come se io rinunciassi alla pensione di mamma. Io non ci rinuncio, finché vive io la voglio la pensione sua.
La gente non ha proprio voglia di fare niente.

 

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Ti potrebbe interessare anche

Leave a Comment

* By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.