Il Sentiero dei Mietitori

by Racconti di Marche
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Il Sentiero dei Mietitori ripercorre parte del vecchio percorso che i mietitori transumanti percorrevano verso Umbria e Lazio: 12 km da fare tutto l’anno ma con un’adeguata attrezzatura e sempre con la carta escursionistica.


Riprendiamo i consigli del trekking ad alta quota, ma non troppo, con un bel percorso di interesse sia paesaggistico che storico: il sentiero dei mietitori. Partiamo dal nome, che a qualcuno potrà suonare curioso. Il sentiero dei mietitori è parte di un vecchio tracciato percorso in passato dai mietitori transumanti verso l’Umbria e il Lazio per compiere il raccolto come braccianti agricoli stagionali. Dovete infatti sapere che i nostri monti, così come li vediamo oggi, sono esattamente il risultato di ciò che l’uomo ha “modellato” per le sue esigenze e che ha poi abbandonando progressivamente quando l’agricoltura di montagna e la pastorizia, non sono più state né redditizie né sufficienti per il sostentamento delle comunità. Questo percorso è parte del Grande Anello, un sentiero lungo circa 120 kmq che circumnaviga tutto il massiccio calcareo dei Monti Sibillini, oggi tutelato dall’omonimo Parco Nazionale

sentiero-mietitori-partenza

La camminata sviluppa per poco meno di 9 km (solo andata) e il punto di partenza si trova a circa 1400 m di quota, lungo la strada che da Pretare di Arquata del Tronto porta a Forca di Presta; si tratta di un percorso di difficoltà escursionistica di 3-4 ore di durata. Il sentiero dei mietitori è percorribile buona parte dell’anno; nel periodo invernale è però fondamentale informarsi sia sulla copertura nevosa sia sul rischio valanghe, che sono molto frequenti nella zona. Inoltre si consiglia vivamente, di indossare abbigliamento tecnico e di non dimenticare mai una carta escursionistica.

sibillini

Iniziamo il sentiero affacciandoci sulla Valle del Tronto. Di fronte a noi, lo sguardo si perde sui Monti della Laga, un gruppo montuoso di natura geologica diversa dai Sibillini, caratterizzato da estese foreste e vaste praterie sommitali e che ricade a cavallo fra tre regioni: Marche, Abruzzo e Lazio. La prima parte del percorso è una gradevolissima passeggiata attraverso ampi boschi artificiali di conifere che rendono piacevole l’escursione anche nei periodi più caldi. Procedendo poco più avanti si attraversano tratti martoriati dalle valanghe, che in inverno precipitano dai versanti rocciosi e scoscesi del Monte Vettore e dell’Ara della Regina. Su questo pendio aspro e inaccessibile si trova la Grotta delle Fate, meno famosa di quella della Sibilla, ma che rimembra anch’essa la magia di questi luoghi.

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Si giunge così a Colle Pisciano, con l’affaccio sulla valle del Torrente Fluvione, il cui acquedotto disseta la città di Ascoli Piceno e i paesi circostanti. Qui, i prati in primavera si arricchiscono di intense e delicate fiorite di narciso dei poeti e di orchidee. E’ proprio in questa zona che si può godere del delizioso contrasto tra le imponenti pareti rocciose del Vettore e i dolci prati che fiancheggiano il nostro cammino. Il percorso continua seguendo le indicazioni del Grande Anello, dove la vista si aspre sui nuclei abitativi di Montegallo, comune montano policentrico, le cui frazioni giacciono ai piedi dei ripidi versanti sottostanti la lunga cresta che sviluppa dal M. Vettore al M. Torrone.

 

rovine paesino fantasma

Proseguendo ancora (dopo aver svoltato a sinistra per lasciare il tracciato del Grande Anello), sulla destra della carrareccia sono visibili i ruderi del paese fantasma di Casale Vecchio, rovine che ancora oggi testimoniano la potenza della natura. La frazione di Montegallo nel 1934 è stata infatti spazzata via da una valanga e oggi a ricordarne l’esistenza non rimangono che dei ruderi. L’evento risale ad un periodo di massimo sfruttamento dei versanti montani durante il quale, spesso, la copertura arborea era stata ridotta ad un lumicino.

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Concludiamo il percorso come si deve: con un bel pic nic nel prato antistante Santa Maria in Pantano, chiesa di montagna di pastori nota per gli affreschi delle Sibille e ceck point ideale per un impegnativo sentiero che conduce al Monte Vettore. Per il nostro pic nic immancabili tre prodotti tipici del menù da trekking marchigiano: il ciauscolo accompagnato da Vino Cotto e Varnelli.

 

La piccola chiesa di Santa Maria

La piccola chiesa di Santa Maria in Pantano.

A questo punto, è giunto il momento di ritornare indietro, ripercorrendo lo stesso percorso di andata, oppure ci si organizza lasciando un’auto parcheggiata in una delle frazioni sottostanti, per tornare poi a recuperare quella lasciata al punto di partenza. Mi raccomando però! Non fate come noi che abbiamo dimenticato le chiavi della macchina, nell’auto al punto di partenza.

Ci risentiamo per il prossimo racconto.

Eleonora (@EleintheSky16)

Con la collaborazione di Nicola Felicetti, naturalista

Attne

Appunti per il viaggio

Il sentiero sopra descritto, che vi consigliamo vivamente, è un percorso di montagna che deve essere affrontato con il dovuto abbigliamento e preferibilmente con una carta escursionistica; diversi inoltre sono i testi specialistici che ne descrivono le peculiarità e le modalità di percorrenza (periodi, tempi, ecc.), da consultare per rendere più piacevole e sicura questa escursione in alta quota, ma non troppo.

Inoltre nel sito ufficiale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini (www.sibillini.net), sono riportate le “tracce” scaricabili in diversi formati delle tappe del Grande Anello, compresa quella che interessa la nostra escursione. Attenzione però! La parte conclusiva del percorso non ricade sul Grande Anello, quindi fate bene attenzione al punto in cui questo sentiero deve essere lasciato per proseguire lungo la deviazione che vi suggeriamo. Inoltre, rispetto alla nostra proposta che prevede una percorrenza in senso antiorario, il Parco propone di percorre il Grande Anello in senso orario; la segnaletica dell’Ente è comunque riportata in entrambi i sensi … a riguardo dunque, scegliete in base alle vostre esigenze.

Alcuni testi consigliati da consultare prima di mettersi in marcia:

  • VV. Grande Anello dei Sibillini. 9 giorni a piedi intorno al Parco. Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
  • VV. Guida al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Carsa Edizioni.
  • Alesi e M. Calibani. Monti Sibillini. Le più belle escursioni. Società Editrice Ricerche.
  • Zanetti M. e Toniello V. Escursioni nel Parco dei Monti Sibillini. Itinerari fuori porta. Cierre Edizioni.
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