La gatta simbolo del molo di San Benedetto del Tronto è venuta a mancare nel gennaio 2025, dopo circa 25 anni di vita libera trascorsa tra gli scogli e il mare. Si chiamava Mamy e per intere generazioni di sambenedettesi e visitatori è stata una presenza familiare, discreta e rassicurante.
Intorno a lei, nel tempo, è nata una folta colonia felina composta in prevalenza da mici bianchi e neri. Non è stato semplice, all’inizio, riuscire a catturarla per sterilizzarla: Mamy era diffidente e indipendente, vera creatura di porto. Nel frattempo la sua famiglia è cresciuta, dando origine alla colonia che ancora oggi popola il molo.
La colonia è accudita da volontari e cittadini che si occupano del cibo, della salute e del controllo delle nascite, trasformando questo angolo di porto in un piccolo esempio di convivenza tra uomo e animali. I gatti si muovono liberi tra i massi, prendono il sole sugli scogli e non disdegnano qualche carezza dai passanti. Tra loro c’è anche Teo, uno dei “piccoli” di Mamy — piccolo si fa per dire, visto che sfiora gli otto chili — ormai presenza nota quanto la sua capostipite.
Per ricordarla, i cittadini hanno voluto dedicarle una statua. L’opera, realizzata dallo scultore Roberto Capocasa, raffigura Mamy in posa fiera, come una sentinella. Collocata sugli scogli del molo, oggi continua simbolicamente a vegliare sul mare e sulla sua colonia, diventando meta di fotografie e omaggi affettuosi.
Il Molo Sud: un museo a cielo aperto
Il molo di San Benedetto non è solo il regno di Mamy e dei suoi discendenti. È anche uno dei luoghi più caratteristici della città, considerato un vero e proprio museo all’aperto.
I grandi massi di travertino che lo compongono sono stati scolpiti nel corso degli anni da numerosi artisti, trasformando una struttura portuale in un percorso espositivo permanente affacciato sull’Adriatico. Le sculture raccontano il mare, la fatica dei pescatori, la libertà, il viaggio, ma anche temi universali come la maternità, la speranza e il legame con la natura. Camminare lungo il molo significa attraversare una galleria d’arte contemporanea immersa nella salsedine, con il rumore delle onde come sottofondo.
A conclusione del percorso si incontra il monumento dedicato a Jonathan Livingston Seagull, il celebre gabbiano protagonista del romanzo di Richard Bach. La scultura, ispirata al simbolo del volo e della libertà, rappresenta uno dei punti più fotografati del molo. Affacciata sul mare aperto, richiama il desiderio di superare i propri limiti e di cercare nuovi orizzonti — un messaggio che ben si accorda con l’identità marinara di San Benedetto.
Tra arte, mare e storie di vita quotidiana, il molo sud resta uno dei luoghi più autentici della Riviera delle Palme. E ora, tra le sue opere scolpite nel travertino e il volo ideale di Jonathan Livingston, c’è anche Mamy: la gatta che per un quarto di secolo ha fatto del porto la sua casa e che continua, in silenzio, a farne parte.




