Montedinove: il borgo che non ti aspetti tra Sibillini e storia millenaria

by Racconti di Marche
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Ci sono borghi che, quando li raggiungi, sembrano sussurrarti storie antiche. Montedinove è uno di questi. Adagiato a 561 metri di altitudine, con poco più di 400 abitanti, è un luogo che incanta per la sua semplicità e sorprende per la sua ricchezza culturale, architettonica e paesaggistica. Piccolo sì… ma con un cuore grande e un centro storico vasto e curatissimo, che invita a esplorare ogni vicolo.

Cosa vedere a Montedinove: da Cino del Duca al Medioevo marchigiano

La nostra passeggiata parte dall’ampia Piazza Cino del Duca, dedicata al celebre editore e mecenate nato proprio qui. Una targa ricorda ancora la sua casa natale, mentre la piazza – elegante e perfettamente restaurata – accoglie il visitatore con il Palazzo Comunale e, sul lato opposto, uno splendido portale gotico, testimonianza dell’antico assetto medievale del borgo.  pavimento particolare, con un sistema pensato per riscaldarsi in caso di gelo. In questo modo si evita la formazione di lastre di ghiaccio pericolose, soprattutto considerando che la piazza ha una leggera pendenza naturale. Un segno di come passato e modernità sappiano convivere perfettamente qui.

Il portale gotico: dettaglio da non perdere

Questo portale — a cui gli abitanti attribuiscono origini medievali, risalenti probabilmente al XIV secolo — è oggi murato, ma conserva un fascino autentico e misterioso. La sua struttura è realizzata con diversi materiali: un chiaro segno di rimaneggiamenti e di recuperi di parti antiche. Ai piedi delle colonne spiccano due uncini, ognuno sorreggente una testa mostruosa scolpita: una addirittura capovolta, simbolo (secondo la tradizione popolare) del male vinto o soggiogato, mentre l’altra rappresenterebbe la protezione.

Cosa vedere a Montefortino: il portale gotico

Inoltre, sul lato destro del portale è ancora visibile una croce dei Templari, segno che questo ingresso — un tempo parte di una chiesa di fondazione templare — conservava un significato religioso e simbolico molto forte.

Montedinove affonda infatti le sue origini almeno nel XIII secolo, quando le famiglie nobili del territorio fortificarono il colle per controllare i transiti tra la costa e le montagne.

Il museo Sistino e il museo delle Tombe Picene

Accanto alla piazza si trova il Museo Sistino, parte del sistema museale voluto dal Vescovo Sisto V per custodire il patrimonio artistico delle parrocchie del territorio. Qui sono conservati preziosissimi oggetti sacri: reliquiari in argento, una delicata Madonna col Bambino e un raro Cristo ligneo, opera carica di espressività che da sola vale la visita e con una curiosissima croce: non a T ma a V!

Inoltre, nel centro storico — presso l’ex chiesa delle Clarisse — si trova il Museo delle Tombe Picene, che ospita reperti straordinari: venti tombe risalenti al VII–VI secolo a.C., rinvenute nel corso degli anni ’80 e restaurate. Tra i corredi spiccano oggetti quotidiani, fibule in bronzo e ambra, armi, vasellame, monili e ceramiche di grande pregio.

Purtroppo in occasione della nostra visita il museo non era accessibile (chiuso temporaneamente), ma resta assolutamente da segnare in agenda per una prossima tappa: è uno dei musei archeologici più interessanti del Piceno.

La chiesa di San Lorenzo e la bellezza che sorprende

Sulla piazza si affaccia anche la Chiesa di San Lorenzo, uno dei simboli religiosi del borgo. L’interno è celebre per la ricchezza delle decorazioni barocche, affreschi e altari lignei. Purtroppo non l’abbiamo potuta visitare per inagibilità temporanea, ma la sua eleganza esterna e il racconto della nostra guida mi ha lasciato la curiosità  e  la voglia di tornare per visitarla.

Fonte: Comune Montedinove

Vicolo dopo vicolo, verso il Belvedere dei Sibillini

Lasciata la piazza, ci addentriamo tra i vicoli perfettamente restaurati dopo il sisma del 2016: puliti, silenziosi, curati nei dettagli, adornati da fiori e piccole installazioni che sembrano raccontare la vita quotidiana degli abitanti , tra le viuzze vi imbatterete inoltre in un’elegante loggetta Rinascimentale.

Il percorso porta fino al Belvedere, uno dei punti panoramici più belli dell’intera valle. Con il cielo limpido, lo sguardo abbraccia i Monti Sibillini, il maestoso Gran Sasso e, dall’altro lato, il profilo dolce del Monte San Vicino. Uno spettacolo che cambia a ogni stagione. La prossima volta tornerò sicuramente con il drone!

Il Santuario di San Tommaso Becket e un legame insospettabile

Durante la visita, la segnaletica — chiara e ben curata — conduce anche al Santuario di San Tommaso Becket, un luogo affascinante e unico., che si trova poco furi il borgo. La presenza del culto dell’arcivescovo di Canterbury, martirizzato nel 1170, è legata ai rapporti tra l’Inghilterra medievale e il Vescovo di Fermo: una storia poco conosciuta ma ricca di suggestioni.

Questo santuario è inoltre una tappa del Cammino Francescano della Marca, in particolare nel tratto che da Venarotta conduce ai borghi collinari della zona. Un percorso perfetto per chi ama camminare nella natura.

Montedinove e la Mela Rosa dei Sibillini: un’eccellenza da celebrare

Non si può parlare di Montedinove senza citare la sua specialità più famosa: la Mela Rosa dei Sibillini. Antica, profumata, dalla buccia irregolare e ricca di aromi, è una varietà autoctona che qui trova il suo habitat ideale. Ogni autunno il borgo la celebra con una manifestazione dedicata ai suoi sapori, alle tradizioni agricole e ai prodotti tipici delle colline marchigiane.

Un borgo per tutte le stagioni (e… con qualche gattino)

Io ho visitato Montedinove a novembre e..stava nevicando! Il borgo è talmente grazionso che si presta ad essere esplorato in ognoi stagione

In estate offre aria fresca e panorami mozzafiato.
In autunno si veste di colori caldi e profumi di frutta antica 
In inverno — soprattutto con la neve — diventa un piccolo presepe sospeso tra cielo e colline.
E in primavera esplode di verde e fioriture.

In più… durante la passeggiata abbiamo incontrato alcuni gatti di borgo, tranquilli e accoglienti, che aggiungono un tocco di quotidianità e tenerezza alle pietre antiche e agli scorci medievali. Un piccolo dettaglio, ma che rende Montedinove ancora più affascinante.

 

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