Faenza e dintorni: mini itinerario di viaggio

Faenza è una di quelle città in cui in tanti passano, in treno o in autostrada, ma pochi si fermano, ed a torto, perché invece è una cittadina di provincia molto curata e accogliente. Faenza è stata il centro del nostro brevissimo tour di due giorni regalo del mio compleanno.

Dove andare quando hai a disposizione solo due giorni e quindi devi scegliere una meta vicina alle Marche? In Umbria eravamo stati l’anno scorso (a Città di Castello per la precisione), in Abruzzo avevamo già fatto numerose mete e così abbiamo optato per la Romagna, scegliendo Faenza come base di appoggio.

Faenza e dintorni – prima tappa: Cesena

Partiti sabato mattina la prima tappa è stata Cesena, dove ci siamo fermati per motivi assolutamente validi: il Festival Internazionale del Cibo di strada. Il nostro pranzo è stato un bellissimo giro attorno al mondo passando dagli arrosticini ai panzerotti, dalle empanadas al kebab, dalla sfogliatella napoletana al gelato della latteria di Cesena.

 

Tempo per scoprire la città ne abbiamo avuto poco, ma quello che salta all’occhio nella città ducale è la somiglianza con una città marchigiana: Senigallia. Entrambe sotto la corte dei delle Rovere, entrambe hanno una Rocca e un foro Annonanario e si girano in bicicletta.

La Rocca Rovesca di Cesena è contornata da una bella selva e si trova nella parte alta della città, per cui dovete scarpinare un po’ per raggiungerla, magari partendo dalla scalinata che si snoda proprio dalla centralissima ed elegante piazza del Popolo. 

In piazza del Popolo  a Cesena troneggia la monumentale fontana Masini in pietra d’Istria (se conoscete Ancona questa pietra vi sarà molto familiare).

 

 

Lasciata Cesena ci dirigiamo verso Faenza, lil tempo di depositare  i bagagli al nostro BB Fondo Riso, ci dirigiamo subito al Museo Internazionale della Ceramica dove usciamo quando è praticamente sera, senza averlo visto tutto per quanto è grande!

 

Il nostro BB Fondo Riso, che è anche un bike hotel, perfetto per chi gira in bici o in moto

 

Faenza e dintorni: il Museo internazionale della ceramica

 

 

L’approccio alla città è quindi al crepuscolo e ci accoglie l’elegante e maestosa Piazza del Popolo, con i suoi portici e il via vai allegro di bambini e biciclette.

A Faenza, che si gira benissimo a piedi, abbiamo cenato in una polpetteria! Eravamo un po’ scettici sulla scelta (l’osteria che avevamo puntato era già tutta piena) invece le polpette della degustazione che abbiamo assaggiato eravamo veramente particolari e gustose. Si chiama il Grillo parlante e ve lo raccomando.

Faenza e dintorni: verso Brisighella

La mattina seguente lasciamo Faenza e ci dirigiamo verso il borgo di Brisighella, uno dei borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Siccome Brisighella ci è piaciuta tanto e di cose da vedere ce ne sono diverse, gli dedicherò un racconto ad hoc. E se ci capitate ad Ottobre, come abbiamo fatto noi, ricordatevi che ogni domenica vi aspetta una storica sagra della Polenta che ovviamente non ci siamo fatti mancare.

 

 

Capatina in Toscana

 

Il paesaggio dell’entroterra Ravennate è molto rigoglioso: dolci colline, un po’ come quelle marchigiane, qualche calanco, vigneti, frutteti e coltivazioni di kiwi!!E così strada facendo abbiamo sconfinato in Toscana direzione Marradi.

Gli studi letterali di P. volevano ripercorrere le orme del poeta Dino Campana nato e vissuto proprio a Marradi, ma lungo la strada la castagnata del marrone buono di Marradi ci ha sconvolto i piani. Insomma: paese strapieno di gente, ingresso a pagamento e i percorsi di Campana saranno per la prossima volta (intanto in bel sacchetto di marroni buoni di Marradi, quelli grandi, è tornato a casa con noi).

 

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Racconti di Marche

Di qua, di là, nelle Marche ma anche un po’ più lontano. Perché quello che conta nel viaggio è la scoperta non i chilometri fatti.

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