Sushi che sushiti piacere! Ecco dove trovarlo nelle Marche

 All you can eat, no grazie! Fragustoepassione in volo virtuale per il Giappone per scoprire di più sulle ultime tendenze e tradizioni culinarie nipponiche, andando alla ricerca di locali e sushi bar marchigiani di qualità!

 

Quando si parla di sushi si dicono per lo più le solite banalità. C’è chi lo adora: “È” buono, leggero e completo, in più “fa figo” mangiarlo!” E c’è chi lo disprezza: “è solo una moda, non si sa la provenienza delle materie prime, il crudo fa venire l’epatite, è tutto di scarsa qualità!”

 

 

 

Nel mio caso l’amore per il sushi è avvenuto lentamente e dopo numerosi tentativi, nazionali e internazionali (da locali esclusivi di New York a casa di ragazzi giapponesi a San Diego, passando per Milano, Londra per arrivare fino in Australia (dove lo trovi ad ogni angolo di strada) e anche bazzicando a volte Take away e All you can Eeat di scarsissima qualità). E, dopo anni e anni di #roll, ecco le mie personali conclusioni.

 

  1. Il sushi buono deve essere esteticamente perfetto (non c’è alternativa)
  2.  Deve essere piccolo (più è grande più il sushista è meno esperto)
  3.  ll FALSushb è ancor prima riconoscibile dal riso (che non ha la consistenza giusta) che dal pesce
  4. Ci vuole tempo per prepararlo e va realizzato espresso ( se hai fretta mangia qualcos’altro)
  5.  E’ sicuramente costoso se è di qualità (quindi meglio tutta la vita due spaghi allo scoglio che un All  you can eat)
  6.  Il fatto che sia i cinesi che i giapponesi abbiano occhi a mandorla non autorizza a improvvisarsi sushisti
  7.  In tutti i sushi bar di bassa qualità lo zenzero è quello in bustina e sa di sapone di marsiglia   Un sacco di gente che dice di amare il sushi ordina solo quello con gamberi in tempura e salmone scottato.
  8. E’ difficilissimo trovare sushisti giapponesi (questo non significa che non abbiano talento)
  9.  Nessuno (me compresa) utilizza wasabi e zenzero in maniera appropriata
  10. La barca secondo me è un po’ una tamarrata occidentale!

 

 

Dove mangiare sushi nelle Marche?

Di indirizzi (che non siano all you can eat)  ce ne sono tantissimi. Dai più puristi e storici come il Wabisabi (Pesaro) ideale per chi ama un sushi semplice e senza intingoli (magari accompagnato da un buon thè gratuito), a quelli più recenti e modaioli come l’U-bhan, con tante varianti di sushianche per aperitivi in musica.

Il Kiro Kiro (Porto Recanati) è ormai famoso per le sue gustose barche con gli immancabili roll con fragole, Il Nagi (Senigallia) e la sua versione estiva Umi sono un buon compromesso tra classico e creativo e presentano anche ottime convenzioni per il pranzo e una cena giapponese a buffet con sushi tutti i giovedì sera. Altri ancora sono apprezzati per le doti del sushista come nel caso del brasiliano @Alemao ormai conosciuto un po’ ovunque (Saint Tropez Porto Recanati/ DiGusto Macerata).

 

Ma ecco un paio di indirizzi, molto diversi tra loro, dove generalmente non si resta delusi….

 

FIGARO – Lungomare Gramsci Porto San Giorgio

Il Figaro Sushi &Reastaurant  di Mauro, è un locale piuttosto grande, giovanile e di tendenza, conosciuto e apprezzato per la qualità del suo sushi e delle proposte giapponesi in genere. I sushisti sono quattro: Dawid dalla Polonia e Viktor, Oleg e Roman dalla Lettonia (tutti con almeno sette anni di esperienza in cucine internazionali alle spalle), prova vivente che per realizzare del buon sushi non occorre la cittadinanza nipponica.

 

Le proposte del menù sono davvero tante (anche troppe per una perenne indecisa come me) e spaziano da quelle più semplici e puriste (che lasciano che sia il pesce a dominare), a una vasta serie di rivisitazioni creative, ideali per tutti i palati. Il piatto più gettonato? Roll Napoleon, con gambero in tempura, philadelphia e cetriolo all’interno, e salmone flambè fuori, con salsa Unagi. Buono ma, a dircela tutta, è un po’ il sushi per chi non ama il sushi. Quindi, se dovessi consigliarne uno, io opterei per il “lussurioso” con doppia dose di ricciola, dentro e fuori (e tanto per cambiare il mio preferito è il più caro di tutti!!).

 

Ovviamente Figaro non delude neanche chi vuole provare un’esperienza orientale a 360 gradi… a disposizione un menù giapponese completo, dagli antipasti ai dolci. I piatti preferiti di tutti? Le  tempure e i primi (Udon, Yakimeshi e Yakisoba) accompagnati da un sakè, birra, o buon calice di vino (con una scelta di oltre 120 etichette) .

 

MAYLEA – Viale Matteotti Civitanova Marche

Del Maylea di Marco ne avevo parlato nello scorso articolo, ma in veste di Take Away. Oggi invece vorrei raccontarvi di come è stato piacevole sedermi  al bancone del piccolo localino di Civitanova e farmi viziare dalle proposte dello chef (che per altro in questi giorni è a Tokyo per seguire un corso di cucina).

 

 

Il mio pranzo è iniziato con un calice di pecorino, edamame (la versione orientale e mignon delle nostre fave) e un mix di sushi e sashimi: spettacolare la capasanta al naturale, perfetti i nigiri, interessante l’uramaki con doppia versione di salmone cotto e crudo, sfizioso (e forse unica interpretazione  meno “purista”) quello con riso soffiato, branzino e un leggero sentore di tartufo. A seguire il primo piatto caldo: Takoyaki.

 

Le piccole polpettine di verza e polpo (cotte al vapore e poi su piastra) erano ricoperte di Katsuobushi (leggerissimi petali di tonno essiccato) che al contatto col calore si muoveva rendendole misteriosamente “vive”. L’effetto in bocca? Un’esplosione di sapori e consistenze per noi non abituale. E per finire un tataky di tonno in crosta di pistacchi di Bronte che nessuna parola riuscirebbe a riassumerne la scioglievolezza, quindi mi limito a consigliarvi l’assaggio.  Altre note positive: la pulizia del locale, la disponibilità e cortesia dello staff, (pronto a illustrare dettagliatamente ogni proposta o consigliare ogni scelta) e la passione di Marco che si respira ovunque!

Per dolce ho preso una cheese cake, ma in effetti avrei potuto osare di più…. Mi rifarò!

 

 

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Posted by:

Francesca Celi

“E la vita cominciò con un peccato di gola…” Copywriter fruttiana, vegetariana, macrobiotica, vegana, crudista, ho attraversato tutte le correnti di pensiero e di palato, per poi ritrovarmi un’inguaribile fautrice del MANGIARE BENE, punto. FRAgustoEpassione, vi porto con me, alla scoperta dei ristoranti marchigiani …

3 Comments

  1. Pietro -  24 maggio 2017 - 11:22 10786

    Fantastico articolo Francesca!
    Certo quando si parla di sushi c’è sempre qualcosa da dire, altri ne hanno da ridire e così via a catena di montaggio.
    Io personalmente il sushi – a cadenza mensile xP – lo consumo e con particolare interesse culinario; talvolta in certe location puoi trovare addirittura delle originalità tutte delle casa e per me arricchire anche quel fattore non è per nulla male!

    Rispondi
    • Fragustoepassione -  24 maggio 2017 - 14:53 10789

      Ciao Pietro sono d’accordo…il sushi in Italia o si ama o si odia, ma è bello così! Anch’io lo consumo a cadenza mensile, mi piace sperimentare gusti nuovi ma non troppo “pasticciati”. Troppe salse mi sembrano un compromesso per chi non lo ama, ma se lo “aggiusta” per farselo piacere., Invece come dici tu, il tocco di originalità personale non guasta mai!

      Rispondi

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