I 430 gradini per scendere fino all’eremo di Santa Sperandia

In mezzo ai boschi, ben 430 gradini, un po’ di traversine ferroviarie fino agli ultimi ripidissimi in travertino, per raggiungere la grotta che fece da eremo per alcuni anni a Sperandia la Santa Patrona di Cingoli.

L’eremo di Santa Sperandia si trova sul Monte Acuto e per raggiungerlo potete passare da Treia, prendendo per la frazione di San Lorenzo, o da Cingoli, prendendo la strada per San Severino e seguendo le indicazioni.

Arrivati su una sorta di alto piano avrete due possibilità: scendere alla grotta o andare verso la Roccaccia dove vi si aprirà lo spettacolo del panorama delle Marche (ovviamente potete farle entrambe, di certo la parte più impegnativa è la discesa, ma soprattutto la risalita dall’eremo).

 

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I 430 gradini verso l’eremo di Santa Sperandia.

La Santa Patrona di Cingoli visse qui alcuni anni, prima di giungere in città e trascorrere nel monastero delle Benedettone gli ultimi suoi anni di vita. (Il suo corpo, ancora intatto, è custodito nell’omonimo monastero di Cingoli).

scalinata-eremo-sperandia

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La discesa verso l’eremo è impegnativa, meglio affrontarla con delle comode scarpe da ginnastica. La prima parte è in mezzo al bosco, poi iniziano i gradini fatti dalle traversine in legno, fino ad arrivare agli ultimi, una cinquantina, in travertino e molto ripidi.

 

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Arrivati alla grotta vi si aprirà un piccolo spiazzo, con una cappellina in muratura adiacente la grotta.

 

Nei pressi (io non ne sapevo l’esistenza e non l’ho vista, ma l’ho scoperta successivamente documentandomi in rete per scrivere l’articolo) c’è una pozza d’acqua sempre rifornita anche nei periodi di siccità, dalla quale, si narra che la Santa si procurasse la necessaria acqua.

 

La Roccaccia

Una volta risaliti non perdetevi lo spettacolare panorama che si gode dalla Roccaccia. I ruderi di questo castello, a confine tra il territorio di Cingoli e Treia, hanno una lunga storia risalente ai primi XII secolo. Leggenda narra anche di una misteriosa tessitrice dal telaio d’oro che tesseva nei sotterranei e da una gallina dalle uova d’oro…

roccaccia

 

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Per maggiori informazioni sulla Roccaccia e sul periodo storico della sua costruzione vi consiglio la lettura dell’articolo dei Luoghi del Silenzio.

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Racconti di Marche
Di qua, di là, nelle Marche ma anche un po' più lontano. Perché quello che conta nel viaggio è la scoperta non i chilometri fatti.

6 Comments

  1. berico predieri -  29 aprile 2017 - 18:57 10659

    il 1 maggio forse proverò a farlo… ne avevo già sentito parlare… ti farò sapere se ci sono andato….

    Rispondi
    • berico predieri -  3 maggio 2017 - 19:24 10689

      ci sono andato, luogo mistico e molto bello, ma da riprovare con un po’ meno confusione, d’altronde il 1° maggio…. oggi sono andato in un luogo altrettanto bello, l’eremo dell’Acquarella, dove ogni anno il 3 maggio si celebra la festa…e dove salgono in pellegrinaggio gli abitanti di Albacina, io sono di Senigallia ma era da tanto che speravo di poterci andare (per la festa intendo…) ciao…

      Rispondi
      • Racconti di Marche -  3 maggio 2017 - 20:21 10690

        l’avevo suggerito di andare lì per il Primo maggio…mi hanno preso in parola!Scherzi a parte non conosco questo eremo di cui mi parli, proverò a cercarlo. Grazie della dritta.
        Nadia

        Rispondi
  2. berico predieri -  8 maggio 2017 - 19:12 10709

    Per il 21 maggio, 17ma Giornata Nazionale dei Sentieri, le Sezioni marchigiane del CAI
    promuovono una giornata nella zona nord dei Monti Sibillini, con ascensione al Monte
    Careschio, da dove si può ammirare uno splendido panorama sul Monte Bove e sulla piana di
    Macereto, quale gesto di vicinanza e solidarietà al territorio e al Parco Nazionale dei Monti
    Sibillini. Il sisma ha provocato notevoli frane sul Monte Bove, ancora oggi non raggiungibile, così
    come ha lesionato il Santuario di Macereto.
    Orario di ritrovo presso il Santuario di Macereto: ore 9,00
    Orazio di Partenza: ore 9,30
    Difficoltà: E – Dislivello: 398 m
    Al rientro degustazione di prodotto locali presso gli spazi antistanti al Santuario (prezzo da definire) e
    concerto del Coro Sibilla CAI Macerata

    ti interessa? lo sapevi? ho visto che anche tu ami i Sibillini…

    Rispondi

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