Il mio primo vero viaggio: interrail tra Olanda, Francia e Belgio

Era il 1999, e con un gruppo di amici siamo arrivati in treno fino ad Amsterdam, siamo poi scesi per il Belgio, attraversando la Francia del nord fino ad arrivare a Parigi, il tutto sempre in treno. Questo è stato il mio primo, vero, avventuroso e indimenticabile viaggio.

Quanto tempo è passato, eppure di quei tredici giorni in giro per l’Europa ho ancora un ricordo vivido a tantissimi divertenti aneddoti. Con tre amici (uno dei quali sarebbe negli anni successivi diventato P. nonché compagno di vita) abbiamo deciso di fare provare, zaino in spalla, l’ebrezza dell’Interrail.

Non era la prima volta che viaggiavo da sola, ero già stata in Francia e da sola ero arrivata in treno fino ad Amburgo per trovare la mia amica di penna Inga, però questo Interrail era il nostro primo viaggio fai da te.

Il viaggio quando non c’era internet

Organizzare un viaggio fai date, oggi dove tutto è a portata di click, è un gioco da ragazzi. Nel ’99 in Italia internet c’era solo per fama, e di certo non era arrivato nella provincia marchigiana. Per prenotare gli ostelli andammo un giorno a Roma alla sede nazionale di Hostel Youth. Gli orari dei treni li  vedevamo di volta in volta nei pannelli delle stazioni e così gli uffici informazioni turistiche erano fondamentali per avere la mappa e le info principali sugli spostamenti.

Ovviamente non avevamo i cellulari e si chiamava a casa dalle cabine telefoniche.

intrerail99

Il nostro è stato un viaggio zaino in spalla (prestato da un amico d’infanzia scout, insieme al suo sacco a pelo) con un sacco di cacciatorini, tonno e Spuntì (non ho più avuto il coraggio di mangiare Spuntì dopo il ’99) mangiati sulla Rive Gauche e nei posti più improbabili, anche sulla Torre Eiffel.

Un viaggio che ci ha fatto fare l’autostop da Saint Malò a Rennes dopo che avevamo perso tutti i treni disponibili. Dormire esausti per terra nelle stazioni e sulle panchine dei parchi di Strasburgo. Perderci nel red light district di Liegi, andare sul  bagno del treno tra il tratto Brussels Central e  Brussels Midi perché in treno il bagno non si pagava e noi avevamo finito i Franchi Belgi per andare alla toilette.

Chiedere informazioni in un francese improbabile (memorabile il mio: à quelle heure ouvre le Louvre?) e ritrovare a Nancy un caro amico che aveva fatto l’Erasmus l’anno prima a Macerata. 

paris

Un viaggio con la macchina fotografica analogica, (vi allego qualche foto vintage!!) tanti rullini e un sacco di foto che ho rifotografato con la loro patina per riportarvele qui. Un viaggio fatto con il treno (dove dormire era impossibile), rimasto così indelebile addosso che la prima cosa che mio padre mi ha detto quando mi ha ripreso alla stazione di Ancona, mi ha detto: Ammazza se puzzi di treno!

Ovviamente ogni viaggio che si rispetti ha la sua colonna sonora e questa era la nostra:

 

Vi ricordate il vostro primo viaggio? Vi va di raccontarmelo?

 

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Racconti di Marche

Di qua, di là, nelle Marche ma anche un po’ più lontano. Perché quello che conta nel viaggio è la scoperta non i chilometri fatti.

3 Comments

  1. Alla ricerca di Shambala -  7 settembre 2016 - 15:00 10150

    ciao Nadia, quando internet non c’era pare ormai “jurassico”, ma dietro c’era tutto un altro sapore, fatto di difficoltà da superare, avventure meno scontate da intraprendere, viaggio con la V maiuscola. Bello il tuo racconto 🙂 Monica

    Rispondi
    • Racconti di Marche -  7 settembre 2016 - 15:05 10151

      Ripensandoci il modo di progettare e vivere un viaggio era totalmente diverso, certo prima era molto più complicato e poi non c’erano nemmeno i voli low cost.

      Rispondi

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