La ricetta dei sughetti (o sciughetti) di mosto.

Lo ammetto, non amo particolarmente i sughetti, ma  siccome so che sono molto apprezzati ho recuperato la ricetta da Lorella, bravissima cuoca blogger, mamma di un caro amico, per voi. E questa non è la sola ricetta marchigiana, che Lorella vi svelerà.

I sughetti sono un dolce marchigiano tipicamente autunnale visto che l’ingrediente principe è il mosto d’uva. Dire marchigiano forse è un po’ esagerato, visto che da una breve indagine svolta ho capito che dal fermano in giù sono sconosciuti, (P. li ha provati pere la prima volta a casa mia) così come nel Pesarese, forse qualcosa lungo la costa, mentre super apprezzati nell’anconetano e arte del Maceratese. (A Montecassiano c’è una bella feste dedicata proprio ai sughetti).

Sughetti e sciughetti? Da me si dice sughetti, ma già a pochi chilometri di distanza il nome a cambia. La ricetta dei sughetti

Partendo da circa 6 litri di mosto appena spremuto, farlo bollire fino a che non si sia ridotto di circa 1/3, quindi fino ad arrivare a circa 4 litri. Così si fa concentrare il mosto per farlo risultare più zuccheroso, in modo da usare solo lo zucchero presente nell’uva e non doverlo aggiungere.

Togliere la schiuma che si forma durante la bollitura in superficie.

Se non lo si fa bollire appena spremuto comincia a fermentare e a diventare vino, la bollitura serve anche per fermare la fermentazione.

Dopo averlo fatto ridurre mettetene un po’ da parte per sicurezza, potreste doverlo usare per regolare la consistenza durante la cottura nell’eventualità che diventi troppo asciutto.

Aggiungere la farina mano a mano, poca per volta mescolando con la frusta in base alla consistenza desiderata (circa 4 etti/mezzo chilo per i 4 litri).

Farlo bollire finché non diventa lucido e la farina non si è cotta (lo si sente dal sapore e si vede quando diventa traslucida).

Aggiungere a piacere noci e/o mandorle tritate.

Un trucco per non fare i grumi è quello di far raffreddare il mosto dopo la prima bollitura, toglierne un po’ freddo (circa un litro), e mischiare tutta la farina in quella porzione fredda, far bollire l’altra quantità e versare la parte già amalgamata sul mosto che bolle mentre si continua a mescolare con la frusta. In questo caso non farà grumi. Insegnamento della nonna! Efficacia assicurata!

Se volete conoscere altre ricette fantastiche di Lorella guardate il suo blog: la Lisca di Pesce
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Racconti di Marche

Di qua, di là, nelle Marche ma anche un po’ più lontano. Perché quello che conta nel viaggio è la scoperta non i chilometri fatti.

2 Comments

  1. Lauretta -  8 settembre 2017 - 07:09 11194

    Ciao ,hai scritto farina,ma di mais o di grano?.Perche’ io credo mia madre,di Osimo adoperasse tutte e due.Grazie

    Rispondi
    • Racconti di Marche -  8 settembre 2017 - 11:11 11195

      Puoi usarle entrambe, riguardo alle dosi, regolato anche tu dosando mano a mano la farina.

      Rispondi

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