Il Museo del Biroccio di Filottrano

Il Biroccio è il carretto marchigiano, un carro multifunzione che veniva utilizzato quando le auto non c’erano. Era per il lavoro dei campi, ma anche per il trasporto delle persone e delle cose, e quando serviva, diventava anche carro funebre.

A differenza dei carri delle altre regioni quello marchigiano veniva decorato in maniera vistosa, molto colorato e con una differenziazione di colori tra una provincia e l’altra.

A Filottrano, comune dell’entroterra anconetano al confine con la provincia di Macerata, c’è un piccolo e delizioso museo che racconta la storia di questo carro agricolo, le sue decorazioni e un po’ la vita contadina che ha caratterizzato questa regione.

All’interno del Museo potete trovare diversi birocci perfettamente conservati (uno anche piccolino per il trasporto a mano e con asinello) e numerosissime tavole dipinte, così da apprezzare il cambio stilistico avvenuto con il passare degli anni.

Tavola laterale decorativa del biroccio.

Interessante notare anche con le varie provincie della regione usassero colori diversi, così mentre quello anconetano e maceratese era prettamente rosso e particolarmente sgargiante, il blu e motivi floreali caratterizzavano invece quello del pesarese.

Figure femminili, piuttosto vistose, erano poi dipinte sui lati (il fronte era quasi lasciato invece al Santo e di solito era Sant’Antonio, protettore degli animali) tant’è che ancora oggi si usa per evidenziare una donna truccata un po’ troppo vistosamente il detto: Me pari a pupa du viroccio! (nella foto si intravede una ragazza dalle gote particolarmente accese)

Anche la coppia dei buoi a feste veniva adornata e colorati pon pon rossi venivano applicati sulle corna. Il biroccio veniva sovente prestato, i suoi usi come già detto erano i più svariati, mentre il giogo dei buoi rimaneva sempre ai proprietari, decorato da essi e mai prestato perché il gesto avrebbe portato sfortuna.

Il Museo si trova nel centro storico della città, dalla piazza del comune andate sulla sinistra, girate a destra e in fondo alla via troverete il museo. E’ conservato all’interno di palazzo Beltrami (al secondo piano c’è il museo dell’esploratore Beltrami che per primo scopri le sorgenti del Missisipi, ma al momento è chiuso). Il Museo conserva inoltre una bellissima cucina di inizio secolo che permette di mostrare come fosse la vita contadina e anche tutti gli arredi sono originali.

Da agosto in poi lo trovare aperto tutte le prime domeniche del mese, l’ingresso è ad offerta e una guida vi accompagnerà.

Orari 9.30-12.30/16.30/19.30

Per info e prenotazioni 347  9127011

quellidellara@libero.it

www.facebook.com/quellidellara

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Racconti di Marche

Di qua, di là, nelle Marche ma anche un po’ più lontano. Perché quello che conta nel viaggio è la scoperta non i chilometri fatti.

1 Comment

  1. Leon -  22 maggio 2017 - 06:14 10776

    Tra campi di grano e girasoli, in un dolce saliscendi tra le colline del Conero sorge Filottrano, citta di antiche tradizioni contadine che, a partire dagli anni 50, e diventata patria di grandi marchi di moda maschile made in Italy.

    Rispondi

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