La Chiesa di San Francesco di Amandola

by Racconti di Marche
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Salite nella parte alta di Amandola, andate poco sotto il teatro la Fenice. Vi accoglierà la Chiesa di San Francesco con un elegante portale bianco quattrocentesco. Osservatelo bene prima di entrare. Sulla parte sinistra noterete il diavolo, sulla destra invece un drago. Insomma il maligno per l’uomo e per il regno animale. Spostate lo sguardo sulla parte destra della facciata, c’è la pietra bianca della fondazione, peccato che sia stata posta al contrario, di certo il posatore era distratto o non aveva molta dimestichezza con la scrittura.

 

Rompiamo gli induci ed entriamo: la chiesa è stata restaurata da poco dopo il terremoto del ’96. Ad una prima vista sembra poco interessante: stile settecentesco, bianca, stucchi sobri. Poi lo sguardo corre sulla sinistra e nota due splendidi affreschi, sono stati scoperti con i lavori di restauro. Il più interessante è di certo il primo, vicino all’ingresso, molto naif con disegni di animali e rondini, ma guardate in alto, il nido della rondine con annessa inquilina è in rilievo!

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Il pezzo forte della chiesa deve ancora venire: guardate verso l’altare: il mammoccio (nome che negli anni 50/60  venne dato da alcuni ragazzi alla statua quando era relegata in un ripostiglio e non aveva la valenza di Crocefisso)  è un pezzo a dir poco raro. Sto parlando del cristo ligneo che troneggia e domina tutta la Chiesa; è raro perché non rappresenta l’iconografia del Cristo Crocefisso che tutti conosciamo: ha la corona da re e non di spine, non è sofferente ma anzi trionfante. Dopo il concilio la Chiesa decise infatti come dovesse essere raffigurato il cristo in croce, tutto ciò che non era conforme doveva essere distrutto, per fortuna il mammoccio di Amandola, a parte croce, braccia e qualche bruciacchiatura ai piedi, si è salvato e trova ora, dopo anni di oblio, la sua degna collocazione. Osservatelo bene, vi sembrano tratti latini? E le trecce?

Sul lato destro della chiesa trovate la cappellina dell’annunciazione con i relativi affreschi e poco più giù un’altra cappellina con una splendida Madonna del latte, figura a cui il Piceno è molto devoto, tant’è che Madonne simili si trovano spesso nei paesi limitrofi. Di fianco la chiesa il Chiostro di San Francesco. Su ogni lunetta è raffigurata la vita del santo con la descrizione della scena rappresentata, ottimo per ripassarla. Visto che ci siete non perdetevi il museo Antropogeografico, specie se siete con dei bambini, si divertiranno un mondo ed impareranno un sacco di cose sui Sibillini.
Ps: un ringraziamento speciale va a Luigi e Basilio che con pazienza e passione ci hanno scorazzato per Amandola facendoci conoscere ogni suo angolo. Fanno parte del Centro Culturale Dinos, sul loro sito trovate tutte le info storico e artistiche sulla città.

http://www.dinosamandola.it/

 

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Sui Monti Sibillini a caccia di tartufi | Infoturismiamoci 19 Novembre 2013 - 14:47

[…] perdetevi il “mammoccio”, ovvero il cristo ligneo conservato nella chiesa. Per la sua storia vi rimando a un’esperta marchigiana, Nadia! 6. Museo della Civiltà Contadina 7. Stalla no […]

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